Produttori miele

Miele

   

Il territorio lombardo, grazie alla diversità del territorio, costituito da zone montane, collinari e pianeggianti, offre fioriture abbondanti per le api durante gran parte dell’anno. Nella stagione primaverile, in pianura e sui primi rilievi, soprattutto delle province di Bergamo e di Brescia, fiorisce il Tarassaco, dal quale le api ottengono un miele molto particolare. Lungo le rive dei fiumi, presso gli argini dei canali e ai confini dei campi, cresce spontaneamente la Robinia, che fiorisce a maggio, una tra le specie più importanti per l’apicoltura lombarda. L’Ailanto, da cui si ottiene un miele non di facile reperibilità, si è diffuso rapidamente, negli ultimi anni, in pianura e nei fondovalle alpini e prealpini. Salendo sui primi rilievi, si osserva una più ampia diffusione della Robinia, sia nell’Oltrepò sia in tutta la fascia prealpina. In queste stesse zone boschi naturali, castagneti, frutteti e vaste distese di prati sono la base per mieli uniflorali di Castagno, Tiglio e Millefiori, che vanno ad aggiungersi a quello pregiato di robinia. Il Castagno fiorisce all’inizio dell’estate. Diffuso fino a 700-800 m di quota, oltre a fornire un ottimo miele di colore ambrato e dal gusto amaro, costituisce la base per eccellenti produzioni di millefiori, insieme con altre varietà botaniche come trifogli, rosacee (rovo, sorbo, pruno selvatico, biancospino) e tiglio. Soprattutto nelle province di Como e Lecco il Tiglio regala un miele monoflorale dalle caratteristiche mentolato-balsamiche, note che più facilmente ritroviamo nei mieli millefiori, unite a quelle amarognole del castagno o quelle fruttate del rovo. I territori montani e alti montani offrono alle api boschi di Tiglio selvatico, spesso frammisti ad Acero e Sorbo, macchie di Erica e Mirtillo, siepi di Rovo, Lampone e Ginestre, oltre alla variegata flora dei prati di montagna. Salendo, troviamo distese di Rododendro e flora alpina dei pascoli. Il rododendro dà un miele molto pregiato, dalle delicatissime e caratteristiche note floreali-fruttate. Nel versante retico della Valtellina, nella zona dell’Alto Lario e nel Garda si trovano mieli con presenza dell’Erica arborea, che conferisce al miele un gradevole aroma di caramello. Nelle province di Como, Varese, Brescia, ossia nelle zone maggiormente urbanizzate e con clima mitigato dall’influenza dei bacini lacustri, le specie ornamentali sono buone produttrici di nettare, come le Magnoliacee e l’Ailanto. Terminiamo con il miele di melata prodotto da Metcalfa pruinosa, un miele scuro ricco di sali minerali. Oggi, quindi, non si parla più di miele al singolare, ma di mieli che possono essere uniflorali o millefiori. Il miele uniflorale proviene principalmente da un’unica specie botanica ed è sufficientemente caratterizzato sia dal punto di vista organolettico sia dalle analisi microscopiche. Sono proprio le diverse caratteristiche di gusto, legate al differente nettare di partenza, ad attirare l’interesse di un consumatore sempre più attento. La produzione di mieli uniflorali è possibile quando sul territorio si trova grande quantità di una stessa varietà botanica in zone abbastanza estese. Varie sono le tecniche per incrementare la loro produzione e il grado di purezza. Le caratteristiche organolettiche, sia per i mieli uniflorali che per i millefiori, variano di anno in anno: il clima diverso e lo stesso “lavoro delle api” possono modificare leggermente il gusto del prodotto finale.

Cos'è il miele?

Il miele è una soluzione zuccherina molto dolce, prodotta dalle api per nutrire le loro larve e per avere una riserva di cibo durante la stagione invernale. Le api operaie prima prelevano il nettare dei fiori e poi lo trasformano in miele dentro una sacca speciale che si trova nel loro apparato digerente. Il miele viene poi conservato in favi all’interno dell’alveare. Il miele d’api è composto di fruttosio, glucosio, acqua, enzimi e oli essenziali; è un alimento molto nutriente (100 grammi forniscono 330 calorie) e mentre il glucosio fornisce energia immediata, il fruttosio va a costituire una riserva energetica. Il colore e il gusto dipendono sia dalla fonte da cui è stato estratto il nettare che quanto tempo il miele risulta essere prodotto; in genere quello di colore chiaro è più pregiato di quello scuro. La cristallizzazione è un processo naturale che dipende dalla composizione e dalla temperatura. Prima di essere messo in commercio, il miele viene riscaldato a 66°C per sciogliere eventuali cristalli, quindi versato in contenitori sigillati per limitare il più possibile la cristallizzazione.