Curtefranca

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini Doc Curtefranca comprende per intero i territori dei seguenti comuni: Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d'Iseo, Cellatica e Gussago, nonché la parte del territorio dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago San Martino che si trova a nord delle strade statali n. 573 e n. 11 e parte del territorio del comune di Brescia, in provincia di Brescia.

La vite è presente in forma spontanea nel territorio della denominazione Curtefranca già in epoca preistorica: testimonianza è data dal ritrovamento di vinaccioli di vite nella zona di Provaglio d’Iseo, laddove probabilmente v’erano insediamenti palafitticoli. Le testimonianze successive della predilezione per la coltivazione della vite in questo territorio sono innumerevoli e tra queste ricordiamo le esperienze di coltivazione dei monaci abitanti le corti monastiche della zona note come “franchae curtes”, corti esentate dal pagamento dei dazi doganali per il merito di bonificare e coltivare i terreni.

L’attuale territorio era già descritto e delimitato nell’atto del Doge di Venezia Francesco Foscari del 1429, quando la zona era sotto il dominio della Serenissima. Nel corso dei secoli la viticoltura ha sempre mantenuto un ruolo importante nell’economia agricola della zona fine agli anni ’60 del secolo scorso, quando con l’istituzione della DOC, è iniziato una sorta di Rinascimento viticolo che ha portato la coltivazione della vite ad essere oggi la principale coltura di questa denominazione, il cui nome Terre di Franciacorta prima, Curtefranca oggi, testimonia il legame profondo con questo territorio e con la sua storia.

Viene prodotto nelle tipologie Bianco e Rosso. Il Curtefranca Doc con menzione Vigna identifica un prodotto superiore, con rese inferiori e tempi di affinamento più lunghi rispetto al Curtefranca; si distingue dai prodotti “base” perché derivando da un unico vigneto identificato sulle mappe catastali da un preciso toponimo, rispecchia le peculiarità di uno specifico vigneto.

 Vitigno

Curtefranca Bianco: Chardonnay per un minimo del 50%. Possono inoltre concorrere fino a un massimo del 50% le uve Pinot bianco e/o Pinot nero; Curtefranca Rosso: Cabernet franc e/o Carmenere per un minimo del 20%; Merlot per un minimo del 25%; Cabernet Sauvignon da un minimo del 10% ad un massimo del 35%. Possono inoltre concorrere alla produzione del Curtefranca rosso anche le uve a bacca rossa provenienti da vitigni idonei alla coltivazione idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino ad un massimo del 15%, con esclusione dei vitigni aromatici. 

 Caratteristiche

Aspetto   

All’esame visivo il Curtafranca Bianco si presenta di colore paglierino con riflessi verdognoli, il Curtafranca Bianco con menzione Vigna ha colore paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdognoli. Il Curtafranca Rosso è di colore rosso vivo con riflessi rubino brillanti, il Curtafranca Rosso con menzione Vigna è di colore rosso intenso con riflessi granati. 

Profumo  

Il Curtefranca Bianco ha odore delicato, floreale, caratteristico, mentre il Rosso presenta odore fruttato caratteristico, eventualmente erbaceo.

Gusto  

Il gusto del Curtefranca Bianco è asciutto e morbido, sapido, armonico, quello del Rosso è di medio corpo, asciutto, vinoso, armonico.

Gradazione  

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 11,00% vol per il Curtafranca Bianco e Rosso e di 12,00% vol per le medesime tipologie con menzione Vigna.

Età ottimale  

I vini recanti la menzione "Vigna" devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento, per il Curtefranca Bianco passaggio in legno facoltativo e 3 mesi di affinamento in bottiglia, per il Curtefranca Rosso 8 mesi in legno e 6 mesi di affinamento in bottiglia.

 

 

  Zona di produzione

  

  Tipologie

  • Curtefranca Bianco
  • Curtefranca Rosso
  • Curtefranca Bianco con menzione Vigna
  • Curtefrnaca Rosso con menzione Vigna 

 Calice e servizio

Il Curtefranca Bianco doc va servito ad una temperatura di 10-12°C, in calici per vini bianchi giovani, mentre il Rosso ad una temperatura di 18°C in calici per vini rossi.

 

 

 Abbinamento con i   cibi

Il Curtefranca Bianco si abbina ad antipasti, salumi, pesci in generale, primi piatti tradizionali e, se affinato in legno, ottimo accostamento anche con i piatti più importanti accompagnati a salse. Il Curtefranca Rosso si accompagna a primi piatti con sughi a base di carne; con carni bianche, carni rosse o selvaggina se invecchiato.