Lambrusco Mantovano

La denominazione di origine controllata Lambrusco Mantovano è riservata ai vini rossi e rosati anche con la specificazione delle sottozone Viadanese-Sabbionetano e Oltre Po Mantovano. 

La loro zona di produzione è costituita da due aree disgiunte, una comprendente il Viadanese-Sabbionetano, e cioè il territorio compreso fra il fiume Oglio e il fiume Po, comprendente in tutto o in parte i Comuni di Commessaggio, Dòsolo, Gazzuolo, Sabbioneta e Viadanae, e l’altra costituita dall’Oltre Po Mantovano, comprendente il territorio amministrativo dei Comuni di Borgofranco sul Po, Carbonara sul Po, Gonzaga, Magnacavallo, Moglia, Mottegiana, Pegognaga, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Quingentole, Quistello, Revere, San Benedetto Po, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide, Suzzara e Villa Poma nella provincia di Mantova.

La coltivazione della vite nel Viadanese-Sabbionetano ha origini molto antiche (già il poeta Virgilio citava l’esistenza della vite). In tempi più recenti viene citata la coltivazione della vite in filari spesso accompagnata ad alberi con funzione di sostegno. L’uomo ha modellato il territorio e reso possibile la coltivazione della vite che è diventata tradizione come i rituali che ruotavano intorno all’uva e al vino con radici antiche che risalgono al cuore del Medioevo. Importante nella viticoltura della zona è il vitigno Lambrusco Viadanese che prende il nome dal comune in provincia di Mantova dove è maggiormente diffuso: Viadana.

Anche nell’Oltre Po mantovano la coltivazione della vite ha origini antiche. Il medesimo poeta Virgilio, nativo di Mantova, descrive l’esistenza della Vitis labrusca duemila anni fa, nella sua quinta Bucolica. La coltivazione della vite assume consistenza alla fine del secolo XI con i monaci benedettini nei territori dell’abbazia di Polirone a San Benedetto Po, definita per la sua importanza la Cassino del nord. Queste terre caratterizzano le qualità organolettiche della produzione vitivinicola. L’arte millenaria del vino è testimoniata da un bassorilievo dei mesi, attribuito alla scuola di Wiligelmo, Ottobre che travasa il mosto (faceva parte della decorazione della basilica romanica). Questo bassorilievo del Mese-agricoltore, con le vesti sollevate e chino nell’atto di versare il mosto evidenzia come l’arte della vinificazione fosse importante, non solo come attività dominante in un periodo dell’anno, ma anche per i suoi significati religiosi e le sue implicazioni liturgiche tanto da essere inclusa nella celebrazione monumentale del processo di insediamento dell’area.

 Vitigno

Lambrusco Viadanese (localmente denominato Grappello Ruberti), Lambrusco Maestri (localmente denominato Grappello Maestri), Lambrusco Marani e Lambrusco Salamino, da soli o congiuntamente per almeno l’85%. Possono concorrere alla produzione di detti vini anche le uve provenienti da vitigni: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa (localmente Grappello Grasparossa), Ancellotta e Fortana, da soli o congiuntamente, nella misura massima del 15%.

 Caratteristiche

Aspetto    Le tipologie dei Rossi del Lambrusco Mantovano doc presentano colore rosso rubino più o meno intenso o granato, mentre le tipologie Rosato hanno colore rosato più o meno intenso. 
Profumo   L’odore del Lambrusco Mantovano nelle tipologie del Rosso è vinoso, fruttato, talvolta con sentore di viola o di ribes; quello delle tipologie del Rosato è gradevole e fruttato.
Gusto  

In bocca il Lambrusco Mantovano Rosso presenta sapore sapido, acidulo, asciutto o amabile, mentre il Rosato ha sapore leggermente acidulo, asciutto o amabile. 

Gradazione   La gradazione minima prevista è di 10,50% vol per il Lambrusco Mantovano Doc Rosso e Rosato, e di 11,00% Vol per tutte le altre tipologie.
Età ottimale    

 

 

  Zona di produzione

  

  Tipologie

  • Lambrusco Mantovano Rosso
  • Lambrusco Mantovano Rosato
  • Lambrusco Mantovano Viadanese-Sabbionetano Rosso
  • Lambrusco Mantovano Viadanese-Sabbionatano Rosato
  • Lambrusco Mantovano Oltrepò Mantovano Rosso
  • Lambrusco Mantovano Oltrepò Mantovano Rosato 

 Calice e servizio

Il Lambrusco Mantovano va servito ad una temperatura compresa tra i 14 e i 16°C, in calici per vini rosati freschi, entro uno o due anni dalla vendemmia.

 

 

 

 Abbinamento con i   cibi

È consigliabile abbinare il Lambrusco Mantovano Doc con preparazioni poco o abbastanza strutturate, come brodini di carne, bolliti misti e cotechini in umido.