Ovini

La pecora Bergamasca è una razza ovina di origine lombarda. La sua patria di originaria è l'Altopiano di Clusone e le contigue valli bergamasche. Grazie alle sue caratteristiche, e alla transumanza, si è diffusa anche in altre regioni: Marche, Umbria, Abruzzo, Veneto e Liguria. La sua adattabilità al pascolo, alla transumanza e recentemente all'allevamento stanziale le consente di adattarsi a qualsiasi situazione ambientale e/o gestionale. La maggioranza dei greggi di notevole consistenza praticano tuttora la transumanza tra i pascoli montani e le pianure dove utilizzano risorse marginali con spostamenti continui. Piccoli greggi stanziali, di solito, semibradi si ritrovano nelle zone montane e pedemontane. Il suo allevamento è particolarmente interessante sia per attività agrituristiche, che per produzioni di qualità legate alle Produzioni Tradizionali Regionali o alle Produzioni Tipiche. La Bergamasca è la razza di pecore più grande al mondo: raggiunge e supera i 90 cm. nell'ariete (peso 111 kg) e gli 82 cm. nella pecora (peso 80 kg), la testa è acorne, grande e lunga, profilo montonino, orecchie lunghe, larghe e cadenti. Il tronco è lungo, petto largo e prominente, torace largo, dorso diritto, lombi lunghi e robusti, ventre voluminoso, arti lunghi e robusti, mammelle voluminose. Il vello è bianco di tipo semiaperto con bioccoli cilindro-conici e la pelle rosea. È considerata la migliore razza italiana per la produzione di carne. La produzione di lana è elevata, anche se di qualità mediocre. Il latte prodotto è totalmente poppato dall'agnello. Produzioni medie per la carne: maschi kg. 75, Femmine kg. 68. Oggi la pecora Bergamasca viene preferita per la commercializzazione dell'agnellone di 3-4 mesi ancora allattante del peso di 30-40 kg o l'agnellone di 10 mesi di 60-70 kg, anziché il castrato di 16-18 mesi del peso di 80 kg, che corrisponde alla produzione tradizionale dell'allevamento della Bergamasca.

La pecora di Corteno appartiene a una popolazione autoctona del Bresciano annoverabile fra le razze alpine da carne. È diffusa nella Valle di Corteno tra la Valtellina e la Valcamonica, in particolare nei comuni di Corteo Golgi, Edolo, Malonno, Paisco Loveno. È una razza di taglia media: le femmine sono alte 73 cm con peso 60 kg; i maschi 77 cm peso 70 kg. Non ha corna e la testa è corta con profilo fronto-nasale moderatamente montonino caratterizzata da orecchie pendenti di medio sviluppo. Il vello è bianco, anche se non sono rare le pigmentazioni, semiaperto con bioccoli corti e fini. L'allevamento ricopre una funzione complementare, ma perfettamente collegata alla tradizione locale. La produzione tipica di questa pecora è il cuz: che significa carne di castrato cotta nel suo grasso; è ottenuto dall'agnello pesante macellato a 30-40 kg. Secondo la tradizione questo piatto deriva dalla consuetudine che i pastori, durante la transumanza, utilizzassero la carne dei castrati feriti e da "abbattere" cucinati con una semplice cottura per poi poterla conservare, per tutto l'inverno, sotto grasso in recipienti in terra cotta chiamati "ule".

La pecora Brianzola, riconducibile al gruppo delle pecore alpine giganti da carne, anticamente era ubicata nel triangolo compreso tra Como, Lecco e Monza. Attualmente l'area di conservazione è in Brianza tra i Comuni di Cesana Brianza, Civate, Galbiate, Proserpio, Suello e Valmadrera. Anticamente la popolazione era costituita da un elevato numero di capi. Le mutate condizioni socio-economiche ne hanno purtroppo decretato un rapido declino, portando la razza sull'orlo dell'estinzione. Di taglia medio grande, alta cm 75 con un peso di 64 kg. è sviluppata in lunghezza, ma ben proporzionata. Testa non pesante, profilo fronto-nasale montonino meno accentuato che nella razza ovina Bergamasca. È acorne con orecchie pendenti, mai portate in avanti. Vello semiaperto, bianco. La taglia e la struttura conferiscono alla razza doti di grande resistenza, robustezza e rusticità. Allevata in passato stanzialmente, fu selezionata per la fertilità e prolificità ed ha efficaci doti materne con 1-2 parti in un anno. L'attitudine è la carne in particolare degli agnelli che vengono macellati a 15-18 kg. L'allevamento della Brianzola rappresenta un'attività marginale in termini di reddito ma, riveste importanza nella conservazione di un patrimonio genetico unico e irripetibile che rientra in progetti relativi alla biodiversità.

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